La prima parte del lavoro propone un esperimento mentale, à la Wittgenstein,
suggerito dal racconto di Borges Funes, o della memoria; l’esperimento
consiste nell’immaginare un linguaggio privo di termini generali, a due scopi:
1) mostrare il ruolo effettivamente giocato da questi ultimi nel nostro linguaggio;
2) ipotizzare una concezione dei rapporti fra diritto e logica più realistica di
quelle correnti. La seconda parte distingue tre passaggi nella storia del sillogismo
giudiziale: come dottrina normativa, come teoria conoscitiva, come modello
analitico. La terza parte, infine, analizza l’istituto del controllo di Cassazione
ricorrendo a tre modelli: un modello conoscitivo dell’esclusione del fatto, un
modello conoscitivo dell’inclusione del fatto, un modello normativo dell’esclusione
del fatto.
Abstract: The first section of the paper proposes a Wittgensteinian Gedankenexperiment,
based on Borges’ tale Funes, or of Memory (1942), which consists in imagining
a language lacking any general terms, with two purposes: 1) showing the
role actually played by general terms in our language; 2) suggesting a view of the
relationship between logic and law more realistic than the current ones. The second
section distinguishes three steps in the history of judicial syllogism, understood
as a normative ideology, as a cognitive theory, and as an analytical model.
The third section, finally, analyzes the civil law’s institution of the Cour de Cassation
on the basis of three models: a “facts-excluding” cognitive model, a “factsincluding”
cognitive model, and a “facts-excluding” normative model.

