Il 2014 ha visto numerose iniziative volte a commemorare il bimillenario della morte di Augusto; in modo particolare mostre e convegni, eventi finalizzati anche alla disseminazione culturale presso il grande pubblico e la cui influenza è destinata a estendersi anche oltre l’anno delle celebrazioni. Di molte giornate di studio, infatti, sono in preparazione gli atti, pubblicazioni che non mancheranno di dare ulteriore stimolo al dibattito scientifico 1. Se il mondo accademico ha colto l’occasione del bimillenario per incontri e riflessioni, le pubblicazioni apparse nel corso dell’anno hanno avuto per lo più un approccio biografico, forse per soddisfare anche l’interesse del pubblico non specialista. In questo ambito, uno dei volumi più significativi è quello di Adrian Goldsworthy 2, studioso inglese già noto per le sue biografie di Cesare e della coppia Antonio-Cleopatra, lavori rispetto ai quali quest’ultimo si pone a completamento di una trilogia dedicata alla fine della repubblica romana 3. Il volume è strutturato in cinque sezioni, ciascuna corrispondente a una delle fasi in cui Augusto, reinventando la sua identità, assunse anche un nuovo nome: la prima parte, Caius Octavius (Thurinus), riguarda gli anni 63-44 a.C.; la seconda, Caius Julius Caesar (Octavianus), copre l’arco temporale 44-38 a.C.; la terza, Imperator Caesar, Divi Filius, parla del periodo 38-27 a.C.; Imperator Caesar Augustus, Divi Filius, è, invece il titolo della quarta parte, che copre gli anni 27-2 a.C., mentre la quinta (Imperator Caesar, Divi Filius, Pater Patriae) tratta dell’ultima fase (2 a.C.-14 d.C.).

