Nell’ultimo libro di Giuseppe Cambiano dedicato alla filosofia antica, Come nave in tempesta. Il governo della città in Platone e Aristotele, il lettore ritrova nell’accuratezza dell’analisi linguistica e concettuale dei testi e nella sobrietà filosofica sottesa al lavoro dello storico i tratti che caratterizzano i suoi scritti, a partire dall’apprendistato iniziale alla scuola di Nicola Abbagnano, sotto la cui guida si è laureato con una tesi su Platone e le tecniche che è stata alla base del suo primo libro, e di Pietro Chiodi, del quale negli anni sessanta del secolo scorso è stato assistente presso la cattedra di Filosofia della storia all’Università di Torino.

