Sommario: Il tema della normatività del diritto ha impegnato Hart sino agli ultimi anni della sua vita. Questo saggio propone una analisi diacronica della concezione hartiana dell’obbligo di obbedire al diritto. L’obiettivo è quello di mostrare che,
almeno per quel che riguarda la giustificazione dell’obbligo di obbedire al diritto, il tentativo originario di Hart di preservare l’autonomia del diritto dalla morale e dalla coercizione non è convincente e che la “svolta convenzionalista” intrapresa nel Poscritto si risolve in un vicolo cieco. L’unica strada percorribile sembra dunque quella di rinunciare all’autonomia dell’obbligo giuridico dall’obbligo morale, nella consapevolezza che questa mossa non implica l’abiura del
positivismo giuridico.
Abstract:The topic of legal normativity absorbed Hart until the last years of his life. This paper offers a diachronic analysis of Hart’s perspective on the obligation to obey the law. The aim is to show that, at least as regards the justification of
the obligation to obey the law, Hart’s early attempt to maintain the autonomy of law from morality and coercion is not convincing and that the “conventionalist turn” sketched in the Postcript leads to a dead end. Therefore, giving up the autonomy of legal obligation from moral obligation seems the only way forward,being aware that this move does not imply the abjuration of legal positivism.

