Mi propongo di tornare a riflettere sull’attentato alle Torri Gemelle di New York dell’11 settembre 2001 da un punto di vista storico-giuridico. Il presente si costruisce su episodi accaduti e rielaborati dalla generazione che ci precede e che li trasmette, spesso, sotto la forma di «ideali» Sta a noi decifrarne il processo, attraverso la rilettura di quell’esperienza passata, per rappresentare, nel modo più completo possibile, la «verità» multipla rispetto alla quale fu compiuta la scelta, sfuggendo così all’esclusivismo della nostra esperienza. L’intento non è ricostruire i momenti di quella tragica vicenda, né individuarne le cause e nemmeno fare il punto sulle molteplici interpretazioni date, quanto piuttosto, partendo da quell’episodio, ragionare sull’impatto che esso ha avuto sulle complesse relazioni internazionali degli Stati Uniti con gli altri Stati e, all’interno degli stessi, tra i cittadini e le istituzioni; offrire, cioè, un ulteriore spunto metodologico per riflettere sul ruolo del diritto nell’attuale fase, segnata dal terrorismo. Quell’avvenimento ha avuto rilevanti conseguenze giuridiche nella politica statunitense, negli ordinamenti di altri Stati e, più in generale, nell’ordine internazionale, evidenziando, tra gli altri problemi, la crescente difficoltà da parte dello Stato-nazione di adempiere ad uno dei suoi compiti precipui, quale quello di proteggere cittadini e territorio dalle minacce esterne.

