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Cerimoniale del Viceregno spagnolo di Napoli 1503-1622

Cerimoniale del Viceregno spagnolo di Napoli 1503-1622
(I Cerimoniali della Corte di Napoli; 3)

  • ISBN: 9788856905021
  • Editorial: Arte'm
  • Lugar de la edición: Napoli. Italia
  • Colección: I Cerimoniali della Corte di Napoli
  • Encuadernación: Cartoné
  • Medidas: 30 cm
  • Nº Pág.: 525
  • Idiomas: Italiano

Papel: Cartoné
84,25 €
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Resumen

il Cerimoniale del viceregno spagnolo di Napoli 1503-1622 aggiunge un tassello cruciale per la storiografia napoletana. Sulla scia della ricerca in atto da alcuni anni sulle corti vicereali e i viceré in Europa e nel Nuovo mondo e facendo seguito alla recente pubblicazione di Cerimoniale del viceregno spagnolo e austriaco di Napoli, 1650-1707 (edito nel 2012 da Rubbettino) e Cerimoniale del viceregno austriaco di Napoli, 1707-1734 (edito nel 2014 da Artem), arriva in libreria il volume che pubblica il manoscritto integrale del maestro di cerimonie Miguel Díez de Aux, conservato a Siviglia. Dal I duca di Alcalà (1559-1571) fino all'arrivo (1622) del V duca d'Alba, Antonio Álvarez de Toledo, Díez de Aux è accanto a tutti i viceré spagnoli dell'epoca, prima come segretario poi come usciere maggiore e maestro di cerimonie, assistendoli prima nel Palazzo vicereale vecchio, innalzato da Pedro de Toledo e demolito a metà Ottocento, poi in quello nuovo dell'epoca di Filippo III, l'attuale Palazzo reale iniziato da Domenico Fontana nel 1600. Díez de Aux esce di scena bruscamente all'apparire del V duca d'Alba, suo desiderato ma mancato mecenate, a cui aveva dedicato il suo scritto nella speranza di vederlo stampato. Il manoscritto - procedendo con un disordine caratteristico di tali libri di cerimonie - si apre con le glorie della casa di Toledo con gli Asburgo, tratta di alcune delle cerimonie principali (arrivo a Napoli, presa di possesso, ordine delle udienze, cerimonie nella Cappella reale, trattamento dei Grandi di Spagna e dei Sette Uffici, cerimonie per la famiglia reale), elenca poi “actos notables, edificios y memorias” dei viceré dal Gran Capitan in avanti. È particolarmente attento alle biografie dei conti di Lemos (Fernando e i figli Francisco e Pedro) e del conte di Benavente (1603-1610). Quest'ultimo occupa quasi la metà del testo: è forse la maggiore biografia scritta da un contemporaneo. In coda, il Díez tratta dei viaggi in luoghi vicini (Amalfi, Sorrento) e meno (Loreto) per concludersi con una sequenza di funerali reali tra cui quello di Carlo V a Bruxelles, la cui descrizione è tratta da libri a stampa dell'epoca. Il modo in cui le grandi famiglie aristocratiche spagnole concorrevano per ricoprire l’ambita carica di viceré di Napoli, il fitto scambio di corrispondenze con le altre corti europee, le visite ufficiali di alti dignitari e la presenza in città di ambasciatori e artisti stranieri ribadiscono la centralità della corte di Napoli all’interno dello scacchiere europeo.

Prefazione di Aurelio Musi.

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